Appartamenti a Roma, in Sicilia ed in Costiera Amalfitana

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PRODOTTI TIPICI:

PRODOTTI TIPICI:

Mozzarella

Elementi di tipicità di questo formaggio fresco a pasta filata, sono soprattutto costituiti dalla materia prima impiegata, il latte fresco di bufala, particolarmente ricco in grasso e proteine, e dalla filatura.

Pasticcini

Percorrendo le vie di Napoli è facile restare inebriati da un caldo profumo che ci avvolge..è un profumo dolce e deciso insieme che ci cattura … è lei … la sfogliatella,un dolce ricco di tradizione e che custodisce al suo interno i segreti di una storia tanto lontana e magica.L'antica sfogliatella o Santa Rosa nata nel convento di Conca dei marini era un dolce prelibato si componeva di molteplici e sottili sfoglie sovrapposte, confezionato a forma di conchiglia o cappuccio, sono grandi il doppio delle sfogliatelle e sono arricchite da un cordone di crema e di marmellata di amarena e derivano le aragostine farcite di panna o di cioccolata.

Il caffè

I Napoletani, sicuramente hanno il primato per il largo consumo che fanno di caffè e per i diversi modi in cui lo preparano. La " tazzulella 'e cafè " fa parte delle irrinunciabili abitudini del napoletano: è la pausa di lavoro, il complemento del pranzo, il risveglio del mattino... la prima cosa che si offre ad un ospite e per quante sono le persone che lo amano, tanti sono i modi di prepararlo (oltre a quello tradizianale) e di gustarlo. E’ una bevanda cult nel panorama culinario napoletano e non solo. Musicisti, autori, attori, pittori hanno almeno una volta nella loro vita fatto riferimento, immortalandola nelle loro opere.

I vini della regione

La Campania è una regione che vanta una tradizione enologica di origine antica e un territorio tra i primi centri di insediamento, di coltivazione, di studio della vite e del vino nel mondo. La diffusione della vite risale all'epoca pre-romana, ed i vini campani, per le favorevoli condizioni climatiche e la particolare natura dei suoli, divennero apprezzati e famosi nel mondo già nell'antichità. Dal porto di Pozzuoli, il Falerno, il Caleno, il Faustiniano, "i vini degli imperatori" , vennero esportati in tutto il mondo. Raffinate, le tecniche di coltivazione, di vinificazione comprese quelle del consumo, che, assumeva la dimensione di un proprio culto. Dagli antichi vitigni, che gli scrittori come Plinio descrissero VITIS HELLENICA, AMINEA GEMINA, VITIS APIANA, UVE ALOPECI,AMINEA LANATA, discendono l'aglianico, il greco, il fiano, la coda di volpe, il per'e palummo, l'asprino, la biancolella, la forastera, e gli altri vitigni autoctoni coltivati nella regione. Un patrimonio ampelografico di livello una grande varietà di uve autoctone, che, poche altre regioni possono vantare, hanno dato vita ad una varietà di bianchi e di rossi.

Portafortuna

Il portafortuna ('o curniciello ) per eccellenza è il corno, rigorosamente rosso e preferibilmente di corallo e fatto a mano. Il corno perché sembra che fin dall'epoca neolitica era simbolo di potenza e di fertilità e quindi era di buon augurio per chi lo possedeva. In corallo, perché la mentalità popolare considerava il corallo una pietra preziosa col potere di scacciare malocchi e proteggere le donne incinte. Rosso perché è un colore che viene associato spesso, e in molte culture, alla fortuna. Fatto a mano perché acquista poteri benefici dalle mani che lo realizzano. Il corno non si compra ma si regala.
Un altro portafortuna è il gobbo ('o smartellato): la sagoma di un gobbo ricorda qualcuno che è curvo sotto il peso di qualcosa. Nel passato questo peso è stato associato alla ricchezza ed alla fecondità. Si usa come il corno.
Molto diffuso è anche il ferro di cavallo: La forma a mezzaluna, simbolo della dea Iside; il ferro, metallo con il quale viene prodotto; un'origine militare. Si teneva, e si tiene, appeso dietro la porta d'ingresso, come porta fortuna e rimedio contro la jella, appeso con le punte rivolte verso l'alto: in caso contrario, la fortuna potrebbe scappare fuori.

 
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