
La Torre Pendente, nota in tutto il mondo, è ormai il simbolo della città; se ne iniziò l’edificazione nel 1173, forse sotto la direzione di Bonanno, e fu completata nella seconda metà del ‘300. Il campanile risulta costruito dalla sovrapposizione, su una base cilindrica ad arcate cieche, di una serie di sei soggette di notevole eleganza e leggerezza; lo corona una cella campanaria. Interessanti sculture ornano i capitelli, la lunetta della porta e alcuni intercolunni. La caratteristica inclinazione, che tende ad accentuarsi, desta viva preoccupazione nella cittadinanza e negli studiosi, da tempo intenti a ricercare soluzioni ai problemi statici del monumento. Splendida è la vista che si gode dalla sua sommità.
Progettato da Diotisalvi verso la metà del XII secolo, fu portato a compimento, parallelamente alla Cattedrale, attraverso i due secoli successivi, sotto la guida di maestri quali Nicola e Giovanni Pisano. E’ un edificio a pianta circolare, con una fascia terrena ad arcate cieche sovrastata da una soggetta ad arcatelle cuspidate e ornate di sculture. L’interno, con deambulatorio e matroneo, custodisce un fonte battesimale duecentesco con formelle di Guido da Como e uno straordinario pulpito di Nicola Pisano: esagonale, poggiante su colonne di porfido e ornato di specchiature marmoree scolpite con Scene della Vita di Cristo di mirabile compostezza.
Se ne iniziò la costruzione nel 1064, sotto la direzione di Buschero, architetto pisano che fu sepolto in un sarcofago incassato nella facciata della chiesa; i lavori si protrassero nel XII e nel XIII secolo e il risultato fu una delle maggiori realizzazioni del romanico pisano. La Cattedrale è interamente rivestita di marmi policromi e presenta già pienamente sviluppate le caratteristiche sovrapposizioni di arcate e arcatelle, i giochi di intarsio e le ornamentazione scultoree che si diffusero poi in Toscana e oltre.
Il grande recinto de Camposanto chiude a nord il Campo dei Miracoli; su una delle porte troneggia un tabernacolo gotico della scuola di Giovanni Pisano. Fu iniziato nel 1277 da Giovanni di Simone attorno a un lembo di terra del Dalvario portato in cittò dalle navi pisane agli inizi del 1200. Crollato sotto i bombardamenti nel 1944, è stato restaurato e risistemato col trasferimento delle sinopie che vi si trovavano in un museo apposito, dalle parte opposta della piazza. L’interno ha il tranquillo aspetto di un chiostro gotico; nel porticato sono raccolti reperti romani e paleocristiani, inoltre lapidi, sculture medievali e affreschi (molti in cattivo stato di conservazione), alcuni sono di Benozzo Bozzoli, altri di Taddeo Gaddi e Piero di Puccio. In un salone attiguo si trova (oltre a sculture di varia provenienza) il grandioso ciclo di affreschi, ricche di particolari e dalla complessa impostazione.