Appartamenti a Roma, Firenze, in Toscana, in Alto Adige ed alla Costiera Amalfitana

 
Siete in: Home Page » musei » BASILICA DI SAN CLEMENTE

BASILICA DI SAN CLEMENTE

BASILICA DI SAN CLEMENTE

La BASILICA DI SAN CLEMENTE, menzionata fin dal secolo IV da San Girolamo, è dal punto di vista artistico e archeologico una delle più interessanti di Roma. Rimasta pressoché sotterrata dagli enormi cumuli di macerie provocate in quella zona dal terribile incendio dei Normanni nel 1084, fu ricostruita nel secolo XII da Pasquale II ad un livello superiore. La nuova basilica ereditò dalla precedente la forma primitiva e tutti gli altri elementi architettonici che fu possibile salvare, tramandandoci così, nonostante i restauri e rifacimenti d’epoche più recenti, un raro esempio di tipica basilica paleocristiana. Non fu possibile conversarne l’ampiezza, essendo stata esclusa dalla nuova costruzione tutta l’area della sottostante navata destra, le cui fondamenta erano state troppo danneggiate. Nel muro esterno della chiesa superiore, infatti, sono inserite le arcate (tuttora visibili presso la sacrestia) del colonnato che nella basilica sottostante divideva la navata di destra dalla grande navata mediana. E’ sull’area di questa quindi che si dovette elevare, oltre la ridotta navata centrale, anche la nuova navata destra, che perciò si presenta più stretta rispetto alla navata sinistra, la sola delle tre che corrisponda esattamente alla sottostante. Dividono le tre navate due file di colonne, interrotte da pilastri. Le colonne, dissimili fra loro, sono state con ogni probabilità recuperate fra gli avanzi dei tanti edifici crollati nell’incendio sopra ricordato. Gli elementi più caratteristici della basilica superiore sono il protiro (o portico d’ingresso) e, nell’interno, la “schola cantorum”, il cui recinto, apparteneva all’antica basilica, mentre gli amboni e la colonna tortile del calendario sono del secolo XII. Della stessa epoca sono pure il tabernacolo e la cattedra episcopale, al centro del tipico sedile semicircolare per il clero che corre lungo l’abside. Ma ciò che forma il vanto di questa basilica è il mosaico absidale che rappresenta, in una sintesi prodigiosa di elementi figuratevi cristiani e pagani, la scena della Redenzione, capolavoro della scuola romana del XII secolo. La basilica sotterranea, ritornata alla luce per gli scavi del XIX secolo e le altre costruzioni imperiali e repubblicane adiacenti o sottostanti, fra cui un “Mitreo”, rendono questo luogo di particolare interesse archeologico. Non mancano tuttavia in questa basilica insigni capolavori di arte rinascimentale. Nella prima cappella della navata di sinistra, si ammirano i celebri affreschi di Masolino da Panicate (1431) già attribuiti al Masaccio: nell’ingresso, a sinistra, S. Cristoforo; nella parete centrale, una drammatica Crocifissione; nelle pareti laterali, episodi della vita di S. Ambrogio a destra, e di S. Caterina a sinistra; sull’altare la Madonna, del Sassoferrato.

 
ARCHIVIO_MUSEI