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CITTA' DEL VATICANO

CITTA' DEL VATICANO

E’ da ammirare, la grandiosità della Piazza di San Pietro, sulla quale sorge il maggior tempio della cristianità: la BASILICA DI SAN PIETRO. Dall’alto domina, grandiosa e affascinante, la Cupola michelangiolesca. E’ un poema armonico di immensità. La volta giganteggia possente sullo sfondo del cielo e il suo colore grigio-azzurro sfuma nella tinta stessa della volta celeste di cui sembra la sintesi architettonica. Quando il genio immortale di Michelangelo la concepì, dovette intuire questo senso dell’assoluto e dell’infinito che avrebbe colpito l’anima e i sensi di chiunque l’avrebbe guardata. La realizzazione della Cupola procedette fra problemi e ostacoli di ogni genere. Michelangelo ne cominciò la costruzione in età avanzata, dopo il 1546, cosicché alla sua morte (1564) era stato completato solo l’anello del tamburo. Il resto del lavoro fu compiuto fra il 1588 ed il 1589 da Giacomo Della Porta e da Domenico Fontana. Il Colonnato è il più bel lavoro del Bernini, solenne ingresso a S. Pietro e al Vaticano. Le due grandi ali aperte a semicerchio sembrano le braccia del Tempio protese in avanti per accogliere in un abbraccio universale tutta l’umanità. Se in altri lavori il Bernini può talvolta apparire stravagante, con questo colonnato ha mostrato tutta l’alteza del suo genio. A lui si deve anche il disegno della foresta di statue di Santi che lo decorano (esattamente 140) eseguite con l’aiuto di allievi della sua scuola. L’erezione dell’Obelisco alto più di 25 metri, trasportato qui dal vicino Circo Neroniano, ormai in rovina, suscitò grande meraviglia ed entusiasmo nel popolo. Tale operazione, assai ardua, considerato il valore dell’obelisco e i mezzi a disposizione, venne eseguita da Domenico Fontana su incarico di Sisto V (1585-1590). Delle due Fontane, quella a destra fu disegnata da Carlo Maderno nel 1613 e l’altra a sinistra da Carlo Fontana nel 1675. Esse armonizzano perfettamente con la vasta piazza. L’amplissima facciata della Basilica è opera del Maderno (1607-1614); presenta sulla trabeazione a lettere cubitali, il nome e titolo del committente, Paolo V Borghese. Dalla Loggia delle Benedizioni sovrastante l’ingresso centrale viene proclamata l’elezione di ogni nuovo Papa che di qui impartisce la sua prima benedizione “Urbi et orbi” (alla città del mondo). Entro il portico, sopra l’ingresso principale, è il famoso mosaico della Navicella, disegnata per la vecchia Basilica da Giotto durante il primo Giubileo (1300), fortemente restaurato. Sul portico si aprono cinque porte, corrispondenti alle navate della basilica. La prima porta a sinistra è la Porta di Bronzo, al centro, disegnata dal Filerete nel XV sec., ad imitazione di quella del Ghiberti a Firenze, era nell’antica Basilica costantiniana. La Porta Santa all’estrema destra si apre ogni venticinque anni al principio dell’Anno Santo. Alla vigilia di Natale, il Papa è il primo ad attraversarla per entrare nella basilica. Alla fine dell’anno giubilare la porta viene richiusa con solennità speciali. I rilievi moderni che l’adornano sono di Vico Consorti. Percorrendo la navata centrale si raggiunge la celeberrima statua bronzea di San Pietro che risale al XIII secolo. Essa si trova addossata ad uno dei quattro enormi pilastri che sorreggono la grandiosa cupola michelangiolesca. Nelle nicchie alla base dei pilastri sono collocate quattro statue: San Longino del Bernini. Sant’Elena imperatrice di Andrea Bolgi, Santa Veronica di Francesco Mochi, Sant’Andrea di Francois Duquesnoy. L’altare maggiore, sotto la cupola, sorge sopra la Tomba di San Pietro, definitivamente identificata dopo gli scavi degli anni Cinquanta. Davanti alla tomba ardono, giorno e notte, novantanove lampade; di fronte troviamo la Confessione del Maderno, cicca di marmi intarsiati. Sull’altare si eleva il fantastico Baldacchino del Bernini terminato nel 1633, sostenuto da quattro colonne a spirale, fatte con il bronzo dorato del Bernini. Tornando verso l’ingresso, nella prima cappella della navata destra, si può ammirare la Pietà di Michelangelo scolpita tra il 1498 e il 1499. Il nome dell’’artista è inciso sulla fascia che attraversa il busto della vergine. Nei pilastri possiamo osservare numerosi monumenti, fra i quali ricordiamo quello dedicato a Cristina di Svezia di Carlo Fontana, il monumento a Matilde di Canossa eretto dal Bernini nel 1635. Nella Cappella del Sacramento è il Tabernacolo del Bernini. Poi i monumenti a Clemente III, a Urbano VIII e agli ultimi Stuart del Canova.

 
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