Appartamenti a Roma, Firenze, in Toscana, in Alto Adige ed alla Costiera Amalfitana

 
Siete in: Home Page » musei » IL PANTHEON

IL PANTHEON

IL PANTHEON

Il PANTHEON, gloria di Roma, è l’unico monumento architettonico classico rimasto intatto a Roma. L’iscrizione nella cornice del portico “M. Agrippa L. F. Cons. tertium fecit si riferisce an un tempio eretto da Agrippa nel 27 a.C. edicato alle divinità tutelari della famiglia Giulia. Per molto tempo si è creduto che il Pantheon, come è oggi, fosse la stessa costurzione del tempo di Agrippa; questa invece fu distrutta nel grande incendio dell’80 d.C. e ricostruita al tempo di Adriano. Altri restauri furono eseguiti da Settimio Severo e da Caracalla nel III sec. d.C. Il 16 marzo 609, Bonifacio IV, col permesso dell’imperatore Foca, cambiò il tempio pagano in chiesa cristiana, trasportandovi molti corpi di martiri dalle catacombe e dedicandola a S. Maria dei Martiri; a questa trasformazione dobbiamo la conservazione del Pantheon. Nel 1929 la chiesa in virtù dei Patti Lateranensi, assunse l’ufficio di Basilica palatina o, meglio, di chiesa nazionale di tutti gli italiani. Il portico ha 16 colonne monolitiche di granito. Nel timpano vi era un bassorilievo in bronzo rappresentante la Battaglia degli Dei e dei Giganti. Il soffitto del portico era coperto di bronzo; ma il prezioso materiale, di circa 450.000 libbre, fu rimosso da Urbano VIII (1623-1644), e fu usato dal Bernini per il baldacchino di S. Pietro ed altre opere. Nelle due nicchie v’erano le statue di Augusto ed Agrippa. Le porte di bronzo sono originali. L’interno misura m. 43,40 di diametro ed altrettanti in altezza. Da un’apertura alla sommità (un “occhio” di m. 8,92 di diametro, che conserva ancora parte del rivestimento bronzeo originario) entrano luce ed aria: il Cielo sembra scendere nell’interno di questo tempio lasciato aperto perché la preghiera possa ascendere liberamente. Tutto ci dà una impressione di solennità ineguagliabile: la sua semplice regolarità, la bellezza delle sue parti, lo splendido materiale danno all’interno un carattere sublime. La cupola, in realtà, una calotta, il cui spessore va diminuendo dal basso in alto. Tutto attorno vi sono sette nicchie: in quella di fronte all’ingresso era collocata la statua di Giove Ultore che aveva punito gli uccisori di Cesare; nelle altre vi erano le statue di Marte e Romolo, di Enea, di Giulio (Ascanio) e di Giulio Cesare; altri dei ed eroi erano nello spazio intermedio. Le splendide colonne di marmo giallo antico ci danno un’idea della magnificenza originaria. Nella prima cappella a sinistra riposano le ossa di Perin del Vaga (1500-1547), considerato il migliore, assieme a Giulio Romano, fra gli assistenti di Raffaello. Vicina è la tomba di Baldassare Peruzzi (1481-1536), grande pittore ed architetto. Nella seconda cappella sono le tombe del re Umberto I di Savoia (1844-1900) e della regina Margherita (1851-1926).

 
ARCHIVIO_MUSEI