
Da Porta Romana si imbocca la via Senese, sul tracciato dell’antica via Cassia che congiungeva Firenze a Roma. Oltrepassata la salita del San Gaggio, si giunge in breve al Galluzzo. Poco dopo il paese, sulla destra svetta il colle di Monteacuto, coronato dalle eleganti strutture architettoniche della Certosa.
Con quella di Pavia, è tra le più belle certose italiane. Fondata alla metà del IXV secolo e giunta a noi intatta nella sua struttura generale nonostante le trasformazioni subite nei secoli successivi, gode di una meritata fama per l’amenità del luogo, mirabilmente inserito in un dolce paesaggio collinare, e per il suo ciclo di affreschi del Pontormo. Il complesso monastico fu fondato nel 1342 da Niccolò Acciaioli, rampollo di una nobile famiglia fiorentina e Gran Siniscalco del regno di Napoli sotto gli Angiò. La relativa distanza dalla città suggerì di potenziare le fortificazioni del convento. Caratteristica dell’ordine certosino, oltre alla severità della regola, è il rapporto molto stretto con il mondo della cultura. A ciò è dovuta la presenza alla certosa di una ricca biblioteca e di un’importante pinacoteca. Del monastero si visitano il parlatorio dalle belle vetrate cinquecentesche, e tre chiostri, il refettorio, la sala del Capitolo e gli ambienti dell’antica farmacia.