
Fu eretto alla fine del 1200 come il Palazzo della Signoria di Firenze, ma in forme più snelle e con un effetto di maggior leggerezza dovuto alla curvatura della fronte, alla maggiore vivacità cromatica, all’inserimento delle trifore e allo slancio verticale della torre. Il progetto si deve forse ad Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura, ma molte modifiche e aggiunte intervennero nei secoli successivi. Il palazzo, che ospitò le maggiori cariche cittadine, è sede del Comune e del Museo Civico. Sull’ala di sinistra del palazzo svetta Torre del Mangia, costruita attorno al 1340 da Agostino di Giovanni su progetto di Lippo Memmi, con la canna in laterizi e la cella in pietra; in cima alla torre, nel 1300, batteva le ore una tal Giovanni di Duccio detto il Mangia (da cui il nome), sostituito poi da una automa che ne conservò il nomignolo e che rimase in funzione fino al 1700. Sotto alla torre è la Cappella di Piazza edificata tra il 1352 e il 1376 per voto dopo un’epidemia di peste. All’interno, al primo piano, si trovano le sale del Museo Civico. Nel vestibolo sono i resti di un affresco di Ambrogio Lorenzetti. A destra, nella grande Sala del Mappamondo le pareti recano affreschi di varie epoche. A destra è la Sala della Pace, decorata da un ampio ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti raffigurante, con notevolissima vivacità rappresentativa, il Buon Governo, gli Effetti del Mal Governo. Segue la Sala dei Pilastri con opere del Neroccio e della scuola di Duccio. Tornati alla Sala del Mappamondo si accede a sinistra all’Anticappella e alla Cappella, con dipinti di Taddeo di Bartolo e del Sodomia. Dall’Anticappella si passa a destra alla Sala dei Cardinali, poi a sinistra è la Sala del Concistoro, con un portale del Rossellino, affreschi e arazzi cinquecenteschi. Riattraversando la Sala dei Cardinali si trova la Sala di Balìa. Seguono la Sala del Risorgimento e altre salette con bronzi, ceramiche e monete. Al piano superiore, nella Loggia, sono gli originali di Jacopo della Quercia per la Fonte Gaia.