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CANTI E BALLI TRADIZIONALI

CANTI E BALLI TRADIZIONALI

Per risalire alle radici della musica "pop" partenopea dobbiamo sprofondare addirittura nel XIII secolo Di qualche tempo più tardi è un altro pezzo ancora vivo nella memoria popolare, si tratta di Michelemmà, storia di una ragazza rapita dai pirati saraceni durante una delle frequenti scorrerie sul litorale campano (Michela a mare, appunto), canzone a ballo dal ritmo allegro nella quale si scorgono già i caratteri della tarantella, ballo che, pur se di origine pugliese come ben richiama il suo nome, conoscerà a Napoli le migliori fortune. In questi brani va ricercato il passaggio tra "tradizione popolare" e canzone. La prima è infatti basata sull'oralità, nel senso che la sua creazione avviene sempre senza l'uso della scrittura. La canzone invece è legata ai meccanismi della produzione colta, con tanto di spartiti e testo scritto, in questo senso i brani che abbiamo appena citato, provenienti senz'altro dalla tradizione popolare, ma successivamente trascritti da letterati e musicisti di estrazione accademica, sono da considerarsi il momento di transizione tra la tradizione musicale orale e la canzone vera e propria. Le canzoni napoletane hanno spesso varcato i confini dell’Italia diventando famose in tutto il mondo.

Balli tradizionali

Il ballo O’Ntreccio riflette pienamente lo spirito di collaborazione, di convivenza democratica, esso, unitamente alla Storia di Carnevale, alle raffigurazione dei mestieri e canti rurali, legati all’attività agricola del nostro paese, fa parte della “Mascherata Petrurese”, il cui canovaccio ricalca per la “ Zeza” lo spirito delle rappresentazioni teatrali napoletane. Il ballo consiste in una serie continua di intrecci e raffigurazioni che i ballerini effettuano con cerchi variopinti. Il ballo si svolge rigidamente sul ritmo della “Tarantella Martignanese”, che si è soliti ballare a Forino il Lunedì in Albis. La tarantella, di origine arcaica, viene suonata dal gruppo Folk con strumenti a percussione e a fiato: la ciaramella, l’organetto, i piattini, la grancassa, il rullante, le castagnette, il triccaballacco ed il tamburello. I costumi indossati dai ballerini sono riprodotti sulla base di antichi disegni e realizzati con dovizia di particolari dalle mani sapienti e abili di artigiani locali. Il Trescone è una Danza caratteristica delle nostre campagne che si ballava fino ad alcune decine di anni fa. Il termine trescone deriva da un vocabolo tedesco che nel suo significato più antico voleva dire "trebbiare" ovvero calpestare il grano con i piedi. Infatti il trescone ha in comune con questo tipo di trebbiatura il continuo e ripetitivo movimento dei piedi. Il trescone è una danza di corteggiamento ed è ballato da una coppia mista, mentre un numero variabile di persone forma un grande cerchio e batte le mani. La donna, con movimenti aggraziati, simili a quelli della tarantella, volteggia al centro del cerchio mentre l'uomo, con movimenti goffi, le gira intorno e cerca di alzarle le vesti. Naturalmente il tutto termina con un abbraccio finale.

Strumenti Musicali Tipici

Il mandolino è uno strumento cordofono appartenente alla famiglia dei liuti.Gli strumenti caratteristici dell' Oriente a corpo convesso (tambourà, tammourah, gut-komm. Poungoum) sono tutti precursori del liuto (Eoud) che nacque in Arabia nel tempo in cui sorgeva la civiltà orientale, mentre, di pari passo, si ottenebrava l’occidente del medioevo.Il Triccheballacche è uno strumento musicale popolare italiano, formato da tre martelletti in legno intelaiati fra loro. I tre martelletti sono paralleli fra loro, mentre i due telai in legno sono perpendicolari rispetto ai martelletti. Il telaio posto nella parte inferiore unisce i tre martelletti, il secondo telaio posto più in alto permette ai due martelletti esterni di avere un'escursione, governando al contempo il gioco massimo che gli stessi possono avere. I due martelletti esterni vengono mossi dal musicista, e battendo contro il martello centrale, che rimane fisso, producono il suono proprio dello strumento. I martelletti hanno sonagli e campanellini, per fare in modo che ogni battito del martelletto produca un suono percussivo, simile al suono del tamburello.

 
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