
La piccola capitale della deliziosa penisola è una città illustre, non soltanto per la sua bellezza, ma anche per la sua storia. Dopo essere stata, nell’età classica, il luogo prediletto di villeggiatura per i ricchi Romani (e senza contare l’età favolosa, con l’incantevole mito delle Sirene, dalle quali, forse, deriva lo stesso nome di Surrentum), fu nel Medio Evo ducato autonomo, in lotta vittoriosa contro Amalfi e contro i Saraceni; seguì poi le sorti del regno di Napoli e diede un bel contributo alla Repubblica Partenopea. Alla sua gloriosa storia civile s’innesta quella letteraria: e direttamente per aver dato i natali al canto della Gerusalemme, e indirettamente, per essere stata la ispiratrice di grandi scrittori italiani e stranieri. Il centro abitato serba il carattere topografico di una vera e propria città, in parte sovrapposta a quella che fu i suoi due Sedili dell’aristocrazia locale attestano la nobiltà della sua storia passata, mentre i grandi alberghi e le sontuose ville le aggiungono il fascino della grande stazione climatica internazionale. Questa sua nuova funzione, d’altra parte, non le ha tolto la importanza, che anche ha, nella produzione e nell’industria artigiana. Se è decaduta la navigazione marittima, che fu suo vanto, è floridissima l’agricoltura, con vasta esportazione all’estero dei preziosi agrumi, cos’ come ha rinomanza mondiale la lavorazione del legno intarsiato, disciplinata dalla Scuola d’arte che ora, sotto la sapiente direzione di Roberto Pane, ha conferito più alta dignità artistica a quest’artigianato.